Miopia, definizione, meccanismi e ruolo dell'uso intensivo degli schermi digitali

Pubblicato il 13 ottobre 2025 alle ore 18:09

La miopia è un difetto refrattivo caratterizzato da un’eccessiva potenza ottica dell’occhio o da una lunghezza assiale aumentata del bulbo oculare.

In questa condizione, i raggi luminosi provenienti da oggetti distanti vengono messi a fuoco davanti alla retina invece che sulla retina stessa, generando una visione sfuocata per lontano.

Negli ultimi decenni, la prevalenza della miopia è cresciuta in maniera significativa a livello globale, tanto da essere considerata un fenomeno di salute pubblica. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2050 circa il 50% della popolazione mondiale potrebbe essere miope. Tra i principali fattori ambientali implicati, un ruolo crescente viene attribuito all’uso intensivo dei dispositivi digitali.

 

Fisiopatologia

La miopia può originare da diverse condizioni:

 

  • Miopia assiale: crescita eccessiva della lunghezza oculare, principale causa clinica.
  •  Miopia refrattiva: aumento del potere diottrico delle lenti oculari.
  • Predisposizione genetica: figli di genitori miopi hanno rischio più elevato, ma  l’esplosione epidemiologica recente indica un peso determinante dei fattori ambientali.  Tuttavia, i geni da soli non spiegano la rapida  crescita della prevalenza osservata in pochi decenni, rendendo evidente l’importanza dei fattori ambientali.

 

L’uso degli schermi e la miopia --> Vicinanza e stress accomodativo

L’impiego prolungato di dispositivi digitali (smartphone, tablet, computer) comporta una fissazione prolungata a distanza ravvicinata

Ciò determina:

  • Aumento della domanda accomodativa: il cristallino deve mantenersi in uno stato di contrazione prolungata.
  • Induzione di segnali di crescita oculare: studi hanno dimostrato che lo sforzo accomodativo continuo può influenzare la regolazione dell’allungamento assiale, soprattutto nei soggetti giovani.
  • Riduzione del tempo all’aperto : Uno dei meccanismi più solidamente documentati non riguarda direttamente gli schermi, ma il tempo che essi sottraggono alle attività all’aperto. L’esposizione alla luce naturale stimola la liberazione di dopamina retinica, neurotrasmettitore che agisce come inibitore della crescita eccessiva del bulbo oculare. Bambini e adolescenti che trascorrono meno tempo all’aperto mostrano un rischio significativamente maggiore di sviluppare miopia.
  • Fattore comportamentale e posturale: La lettura su smartphone implica una distanza di lavoro più breve rispetto a libri e quaderni tradizionali. Distanze molto ravvicinate (<30 cm) sono state correlate a un rischio aumentato di miopizzazione.
  • L’uso serale degli schermi, associato alla luce blu, può alterare i ritmi circadiani e la qualità del sonno, fattori indirettamente associati al benessere oculare e alla progressione miopica.

 

Evidenze scientifiche

● Studi epidemiologici in Asia orientale (Cina, Corea, Singapore), dove l’uso intensivo della tecnologia e la pressione scolastica sono elevate, mostrano tassi di miopia tra adolescenti superiori al 80%.

● Metanalisi recenti hanno confermato una correlazione tra tempo di esposizione agli

schermi e rischio di insorgenza o progressione miopica, sebbene l’associazione non sia ancora del tutto indipendente dal tempo all’aperto.

● È stato osservato che ogni ora aggiuntiva di attività all’aperto riduce in modo significativo il rischio di sviluppare miopia, suggerendo un effetto protettivo della luce naturale.

 

Prevenzione e gestione

 

1. Regola del 20-20-20: ogni 20 minuti di lavoro da vicino, guardare un oggetto a 20 piedi (6 metri) per almeno 20 secondi.

2. Mantenere una distanza adeguata (>40 cm per la lettura su tablet o libri, >60 cm per il computer).

3. Limitare l’uso serale degli schermi per non interferire con i ritmi circadiani.

4. Incrementare il tempo all’aperto: almeno 2 ore al giorno, soprattutto nei bambini.

5. L'usodi un occhiale con lenti oftalmiche con protezione luce blu

 

 

La miopia è un problema in crescita esponenziale, favorito da fattori ambientali tipici della società moderna. L’uso intensivo degli schermi digitali contribuisce alla sua diffusione non solo per lo stress accomodativo, ma soprattutto per la riduzione del tempo trascorso all’aperto.

 

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